tra il dire e il fare

E’ incredibile quanto di tecnico si possa nascondere sotto ai pavimenti e dietro ai muri!!!
Prima ancora di iniziare a ricostruire un solo cmq devono scendere in campo nuovi supereroi: idraulico ed elettricista.
Perchè definirli supereroi? Perche possono fare ciò che noi non potremmo mai fare come disporre le tubature in modo che gli scarichi funzionino a dovere, calcolando le pendenze ed assicurandosi che piccolì amici indesiderati (anch’essi protagonisti dei fumetti) non possano mai riuscire ad introdursi di sopiatto arrampicandosi su per il water con l’intento di frugare nella nostra dispensa; predispongono decine e decine di metri di tubo nei quali passeranno centinaia di metri di filo avanti e indietro che noi non vedremo mai ma ci permetteranno di accendere, spegnere, ricaricare, riscaldarci, rinfrescarci, aspirare, aprire porte, far suonare allarmi, e tanto altro ancora.
E’ così, dietro alle cose che ci sembrano semplici ci sono un sacco di ragionamenti e parecchio lavoro manuale. Al momento il mio spazio libero sembra una centrale nucleare e bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi!!!

nel frattempo

Mentre aspetto che vengano montati tutti video sulla ricostruzione e le rifiniture, ho fatto installare la linea internet;  c’è  uno screenshot dello speed test che vale la pena di vedere!!!
oO l’Italia è entrata nel terzo millennio finalmente!

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Demolendo

Demolire è liberatorio, a tutti piace demolire, chiunque passa viene preso dal desiderio e chiede “posso dare una botticina anch’io?” 🙂
Credo che sia un’occasione di sfogo “autorizzato” anche se sempre un po’ “controllato” per via di tutte le regole sulla sicurezza del lavoro (sacrosante): elmetti in testa, puntella di qua, non toccare di là ecc… ecc… mentre io restavo a guardare il vecchio scomparire per lasciare spazio alla luce ed al nuovo progetto.

Se è vero che le cose vanno fatte per bene non ci sarà da lamentarsi: muri abbattuti, pavimento sollevato, solaio demolito, prese d’aria ripristinate, collegamento alla fognatura rifatto daccapo pure quello. E’ stata proprio un’operazione radicale ma il bello dovrà ancora venire.

Lo spazio libero è affascinante e l’idea di lasciare tutto un’unico ambiente per un attimo mi ha tentata ma poi la razionalità ha preso il sopravvento e procederemo come da progetto, con una razionalizzazione degli spazi che dovrebbe riuscire a coniugare praticità e confort in armonico accordo con la normativa vigente sulle dimensioni minime degli ambienti, che non va mai sottovalutata.

Capitolo 1

Fin da bambina, ovunque sia andata, sono sempre stata affascinata dall’idea di vivere la mia permanenza come un vero abitante del posto: guardavo i vicoli o i grandi viali, le porte e le finestre sognando di poter stare lì, dentro alle case, di avere uno spazio tutto mio dal quale poter andare e venire indisturbata, di alzarmi la mattina, fare colazione in pigiama e poi uscire alla scoperta dei luoghi… ma dal punto di vista di chi li vive e li fa suoi e non come qualcuno di passaggio che visita musei e monumenti senza però riuscire ad immergersi veramente nella cultura, negli usi e nei costumi della gente.

Con il passare del tempo sono passata dalla pensione completa alla mezza pensione, poi al pernottamento con prima colazione ed infine sono approdata all’affitto: mi sento molto più a mio agio ovunque io sia perché comunque sono a casa mia e mi organizzo come voglio, senza orari. Posso anche entrare nei negozi di alimentari, di frutta e verdura, di gastronomia, nei supermercati, vedere cosa acquistano gli altri e sperimentare le specialità locali (quelle che la gente mangia a casa), spesso chiedo come si preparano e se è abbastanza semplice lo faccio. Certo, per lo più mangio fuori ma se sono stanca posso mettermi in pantofole e ordinare qualcosa a domicilio 😉

In breve tempo le persone vedono che cerco di integrarmi, mi aiutano, mi danno consigli e un sacco di dritte, facciamo amicizia ed ecco che la magia si compie, divento un po’ veneziana, un po’ scozzese, un po’ greca……e poi magari ci ritorno, loro si ricordano di me e io di loro ed è una cosa bellissima.

Per tutti quelli che la pensano come me, ora sto lavorando ad un progetto: trasformare un appartamentino al seminterrato, nella casa che mi piacerebbe trovare in affitto se decidessi di passare un breve periodo a Roma, la città in cui vivo.

Essendo vicinissimo alla Stazione di Trastevere è ben collegato all’aeroporto, al centro storico, al Vaticano, e alla Stazione Termini; è a due passi da Viale Marconi, una zona genuinamente commerciale, ed è proprio nell’area dove si svolge il tradizionale mercato domenicale di Porta Portese, la cosa più romana che ci sia!

La zona è centrale ma non troppo elegante, per questo ho deciso di dare alla casa un look “underground”, voglio che sia raffinata ma anche pratica e confortevole…il primo passo?

Buttare giù tutto!